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30/10/2005
Salve
amici, come state?… spero bene.
Sapete,
è più di un anno che mi sono diplomata, ed oggi, ritrovandomi senza alcun
interesse mi trovo a pensare a quei sei anni di scuola superiore che tanto mi
hanno fatto gioire e penare allo stesso tempo; io mi ritengo molto fortunata
ad aver frequentato l’istituto superiore, poiché molti diversamente abili
non hanno tale opportunità, e vorrei condividere con voi questa mia
esperienza.
Nell’arco
di questi anni, molti sono stati gli ostacoli, ma numerosi anche i successi;
infatti, inizialmente l’edificio non forniva delle strutture idonee per
ragazzi con problematiche, ed è per questo che io e la mia famiglia ci siamo
mobilitati affinché fossero realizzate. Uno dei primi successi raggiunti è
stato ottenere una sala medica che normalmente dovrebbe esserci in tutte le
scuole, dove poter sostare durante i miei attacchi emiplegici, una carrozzina
per potermi spostare sempre durante i miei attacchi, ecc..
Ho
dovuto rinunciare a tutte le gite organizzate perché nessuno voleva assumersi
la responsabilità di accompagnarmi, nonostante fosse un mio diritto o in ogni
caso doveva esserci mia madre. Sapete, si parla tantissimo d’integrazione
scolastica, ma DOVE?…... Io sono molto solare, allegra, socializzo con tutti
facilmente, e questo mi ha aiutato molto ad affrontare le discriminazioni, gli
sguardi incuriositi, le parole pungenti di alcuni insegnanti che mi ripetevano
che non potevo farcela e mi obbligavano a firmare la programmazione
differenziata, anche se svolgevo quella normale senza tener conto delle mie
capacità intellettive, per ostacolarmi l’accesso agli esami. Mi sono fatta
lunghi pianti, consolata dai miei genitori che mi hanno sempre dato tanta
forza e coraggio di andare avanti. In compenso però, ero circondata da tanto
amore da parte delle mie amiche, che mi hanno fatto sentire sempre una di
loro, correndo in mio soccorso quando ne avevo bisogno e rendendomi partecipe
di tutte le loro gioie, scherzi e burle. Devo ammettere anche di essere stata
fortunata ad avere insegnanti di sostegno molto capaci e buone d’animo che
mi hanno spronato ad andare avanti, scatenando a volte le antipatie dei
docenti curriculari che pensavano di scaricarmi a loro; eh sì,
SCARICARMI.... perché noi diversamente abili per loro siamo solo dei problemi.
L’ultimo
anno è stato il più faticoso e il più agguerrito per tutti problemi che mi
hanno creato per il conseguimento del diploma. I miei genitori appoggiando le
mie decisioni hanno rifiutato di firmare la programmazione differenziata e di
conseguenza sono stata costretta a subire continue vessazioni, del tipo:
interrogazioni quotidiane senza preavviso, compiti in classe a sorpresa senza
l’appoggio dell’insegnante di sostegno, e violenze psicologiche del tipo:
“Che se volevo conseguire il diploma dovevo dare quanto le altre alunne”,
che al contrario non studiavano mai e io dovevo dare il massimo per ottenere
il loro minimo, per questo stavo continuamente male. I miei genitori si sono
consigliati con un avvocato, ed hanno deciso di far valere i miei diritti,
appellandosi alla legge 104 sull’integrazione scolastica. Ho scritto delle
lettere al preside facendogli presente che essendo maggiorenne ero pronta ad
affrontare tutte le conseguenze (sempre tutelata dai miei diritti), e che loro
dovevano prepararsi ad affrontare le loro. Questo ha fatto si che molti
docenti si calmassero, e pian piano si sono resi conto che i loro pregiudizi
erano sbagliati e alla fine siamo riusciti ad instaurare un bel rapporto di
amicizia.
Una
delle esperienze belle di quest’ultimo anno è stata partecipare allo stage
in Emilia, con tutta la classe; come precedentemente ho detto, io non avevo
avuto mai prima d’ora l’opportunità di viaggiare con loro, ridere e
cantare, svegliarmi con loro ... ESSERE UNA DI LORO. E quando ripenso a quei
momenti mi sento triste e malinconica. Però il giorno più bello della mia
vita è stato il giorno degli esami. Avevo il cuore in gola, ero super
eccitata, e quando ho sentito chiamare il mio nome, il cuore si è messo a
battere all’impazzata, ma ero cosi fiera e coraggiosa di mostrare a tutti
quello di cui ero capace; mi hanno interrogata per circa mezz’ora sulla
tesina che avevo preparato, ed io rispondevo a ruota libera tanto che hanno
dovuto interrompermi loro con un lungo applauso finalmente orgogliosi di
me. Sono uscita fuori l’aula e la cosa più cara che ho incontrato, sono
stati gli occhi pieni di lacrime, di gioia, di mia madre, che abbracciandomi e
baciandomi diceva quanto fosse fiera di me. (sono emozioni che non si possono
descrivere se non provandole…)
Naturalmente
subito dopo ho avuto il mio attacco emiplegico, “sfido io, tutte quelle
emozioni erano troppe per me”, ma darei chissà cosa per poterle rivivere
ancora: mi manca tanto la scuola ....
Ragazzi mi rivolgo a voi, non lasciate che
nessuno demolisca i vostri sogni e le vostre certezze, credete in voi stessi
sempre e non abbiate mai paura di affrontare qualsiasi ostacolo, noi non siamo
diversi da nessuno perché in fondo ogni essere umano è limitato in
qualcosa.
Vi abbraccio caramente tutti e spero di vedervi al prossimo meeting dell'associazione.
Stefania Infante
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