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Io mi
chiamo Stefania Rinaldi e ho quasi 37 anni, vivo a Napoli.
Quando ero una bambina di quattro anni ed ero molto piccola
iniziai a stare molto male e a sentirmi molto strana.
All’inizio
non riuscivo a spiegare cosa mi accadesse, vedevo solamente
molta preoccupazione da parte dei miei genitori e familiari.
Ora che
sono grande posso spiegare meglio quello che mi accade in una
crisi epilettica. Io Stefania pensavo di non essere una
ragazza normale, ma alla fine si è rivelato diversamente e
cioè ora conduco una vita normale piena di interessi e
svaghi. Per questo motivo mi piacerebbe aiutare le altre
famiglie che hanno lo stesso mio problema.
La crisi
non ha preavvisi, inizio a sentirmi girare la testa e cioè un
fortissimo mal di testa viene sulla fronte, mi sento
debolissima nel camminare e quindi c’è bisogno di una
persona molto forte per potermi muovere altrimenti c’è il
rischio che cada. Sento che il semilato diventa rigido e
quindi sono gamba e braccio in asse ad essere durissimi.
Spesso non riesco a portare a termine una parola, ho
difficoltà a pronunciare una lettera qualsiasi o una intera
frase.
Io
Stefania sono cosciente di quello che mi sta accadendo ma l’unico
modo per curarmi è portarmi a letto e farmi fare un lungo
riposo di almeno un paio di ore.
Il mal
di testa è talmente forte da farmi piangere per ore intere,
tanti sono i brutti pensieri che mi vengono in quei momenti;
penso di essere stata punita da Dio e non sapere il perché e
lo vedo come una profonda ingiustizia, penso di desiderare la
morte perché solo in questo modo gli altri staranno meglio e
al pensiero soffro di meno.
Quando
si hanno queste orribili crisi pensi di non poter fare una
vita normale, perché gli altri dovrebbero saper soccorrermi
in qualsiasi momento possa sentirmi male.
Consiglio
alle famiglie di mettere al corrente i professori e gli amici
più stretti, se fanno sport anche i maestri sportivi, solo in
questo modo saranno liberi di uscire e di non pensarci sopra
come per tanti anni ho fatto io Stefania.
Dopo
tante ricerche e brutti momenti io e la mia famiglia siamo
riusciti a trovare un medicinale adatto a me, grazie al
TOPAMAX, che io chiamo spesso il mio amico, ho superato le
orribili crisi che in primavera del 2000 mi assillavano quasi
ogni settimana, la medicina e la società in egual misura
contribuiscono ad alleviare il nostro dolore.
Solo
quando mi sento completamente accettata come una ragazza
normale sento di essere felice.
Stefania
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