Parlano gli Insegnanti di Alberto

Verderio Superiore (LC)
Scuola Elementare Statale a tempo pieno

Quest’anno Alberto è stato inserito nella nostra scuola elementare, in classe prima, dopo aver frequentato fino a sette anni la scuola materna presso l’istituto “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini.
Avendo saputo, a fine giugno, del suo probabile inserimento, è stata nostra premura chiedere al Dirigente Scolastico, Dott.ssa Maria Teresa Bonanomi, informazioni specifiche all’inizio dell’anno scolastico in corso, al fine di preparare un’adeguata accoglienza al bambino.
Abbiamo ritenuto utile avere un incontro anche con la famiglia; in tale occasione la mamma ci ha illustrato i problemi inerenti alla patologia da cui Alberto è affetto. Nel medesimo incontro il Dirigente Scolastico ha garantito per Alberto l’assegnazione dell’insegnante di sostegno con rapporto individuale.
Non nascondiamo le nostre perplessità e preoccupazioni iniziali, dovute alla gravità della patologia ed alle difficoltà di poter reperire utili informazioni riguardanti l’inserimento scolastico, vista la pressoché inesistente casistica.
Abbiamo ritenuto opportuno, per il primo periodo di scuola, facilitare l’approccio ed il successivo inserimento di Alberto mediante la presenza della mamma: inizialmente durante tutte le ore di frequenza del bambino, successivamente con graduale diminuzione delle ore di permanenza della genitrice in classe, finchè Alberto ha dimostrato di essere in grado di gestire l’esperienza scolastica senza questo supporto affettivo ed ha esplicitato il desiderio di rimanere a scuola “da solo”.
Inizialmente la famiglia pensava di far frequentare la scuola ad Alberto a tempo pieno, ad eccezione delle ore in cui il bambino affrontava le sedute di terapia. In seguito invece, visto l’affaticamento, si è concordato di ridurre i rientri ad un solo pomeriggio, nel quale si tengono i laboratori delle classi aperte con svolgimento di attività espressive di gruppo.
Man mano che conoscevamo Alberto nelle sue manifestazioni, abbiamo organizzato le attività, i tempi e gli strumenti per permettergli di lavorare in modo sereno e proficuo , considerate le sue potenzialità e tenendo conto delle sue necessità. Probabilmente anche grazie a queste attenzioni, nei primi mesi di frequenza si è verificata una sola crisi durante l’orario scolastico.
Abbiamo sempre ritenuto importante programmare insieme, nel team, le proposte formative ed educative da sviluppare. Infatti, specialmente nei primi tempi, abbiamo proposto al gruppo classe attività finalizzate alla conoscenza reciproca, alla socializzazione ed alla rilevazione delle abilità, predisposizioni ed atteggiamenti di ogni singolo alunno.
A seguito di queste nostre osservazioni abbiamo preso maggiormente coscienza della situazione di Alberto, delle sue necessità e del suo modo di comunicarle. In tal modo abbiamo programmato l’intervento individualizzato, adeguando le modalità di attuazione delle proposte e diversificando strumenti e materiali in modo da ovviare ai deficit con i quali il bambino si deve scontrare. Abbiamo introdotto, ad esempio, l’uso del computer per permettergli di scrivere agevolmente e per utilizzare programmi didattici mirati; si è pensato di sostituire il quaderno con fogli dalle dimensioni più grandi in modo che le difficoltà visive e di coordinazione oculo-manuale non gli impediscano di produrre elaborati riguardanti le sue esperienze e si è acquistato materiale strutturato per migliorare la motricità fine.
Ci siamo proposti con questa impostazione di lavoro di offrire ad Alberto molteplici stimoli e di creare occasioni di apprendimento e di crescita motivanti, che gli trasmettano il piacere di stare a scuola e la voglia di imparare e che lo incoraggino ad affrontare le sue difficoltà.
La gestione di questi interventi viene effettuata non solo dall’insegnante di sostegno, ma anche dagli insegnanti di classe.
Ogni giorno, a seconda delle esigenze che Alberto manifesta, il lavoro si svolge in classe o all’esterno di essa ma nelle immediate vicinanze, in modo da permettergli un continuo contatto con i compagni.
Riteniamo infatti che la relazionalità e la comunicazione siano aspetti formativi di primaria importanza, soprattutto nei casi analoghi a quello di Alberto. Per questo, quotidianamente, lavoriamo per ottenere il raggiungimento di tali capacità, affinché il bambino possa servirsene senza la necessità di mediazione da parte dell’insegnante.
Con il passare del tempo Alberto si è dimostrato maggiormente consapevole nella gestione dell’esperienza scolastica e sono gradualmente aumentati i tempi di interazione finalizzata con gli altri e la partecipazione alle attività di classe. Uno dei momenti che dimostra di gradire maggiormente è quello dell’ascolto della lettura di favole e racconti fatta dall’insegnante.
In conseguenza di queste reazioni positive nei confronti della vita a scuola, dal mese di febbraio Alberto ha iniziato a frequentare anche il mercoledì pomeriggio.

Giunti a questo punto dell’anno scolastico, possiamo affermare che l’inserimento è stato positivo in quanto notiamo graduali e continui progressi nella comunicazione verbale, nell’interazione con gli altri e nella maggiore sicurezza e agilità con le quali il bambino si muove .
Nell’ambito cognitivo abbiamo riscontrato risposte positive inerenti agli obiettivi minimi della programmazione individualizzata.
Fondamentali per la positività dell’inserimento sono stati, e sono tuttora, l’accoglienza e l’affetto che ogni giorno i compagni dimostrano nei suoi confronti. Per loro Alberto non è solo un amico che, talvolta, ha bisogno di una mano per attraversare il cortile, ma è parte integrante del loro essere gruppo. Anche al di là della classe, tutti nel plesso ( alunni, insegnanti e bidelli) hanno collaborato a far sì che Alberto trovasse a scuola un ambiente sereno ed un clima socialmente favorevole.