Proposta di un modello di Intervento rivolto alle Famiglie con Figli Affetti da Emiplegia Alternante

L’iniziativa è sorta in risposta ai risultati e all’interesse riscontrato nelle famiglie a seguito del lavoro svolto dalla Dottoressa Albanese. La richiesta da parte delle famiglie è di avere almeno due tipi di indicazioni. Le prime sono di natura psicologica e si riferiscono alle funzioni cognitive e allo sviluppo della personalità. Le seconde sono di natura educativa e riguardano il progetto di vita dei genitori nei confronti del/la figlio/a.

Ci siamo quindi chiesti come potevamo proseguire in modo efficace la nostra collaborazione analizzando le richieste specifiche dei genitori. A questo scopo ci siamo avvalsi del suggerimento che lo stesso Prof. Vianello ha proposto a me e alla Sig.ra Vavassori e cioè di creare un centro di consulenza psicologica che si prefigga un intervento a livello operativo per il potenziamento psicologico del bambino affetto da Emiplegia Alternante, rifacendoci ad un modello di intervento che il Prof. Vianello, insieme a sue collaboratrici, ha condotto in famiglie con figli affetti da altre sindromi. Tale intervento verrà naturalmente adattato alla realtà dell’Emiplegia Alternante.

Cercherò di seguito di delineare gli obiettivi di questo tipo di intervento.

Tre sono i possibili livelli operativi: di integrazione (principalmente scolastica), di riabilitazione (dove il principale interlocutore è il territorio) ed infine attraverso la famiglia.

La nostra attenzione si focalizzerà principalmente su questo terzo livello in quanto riteniamo importante sostenere i genitori nel loro compito educativo, nella convinzione che ciò potrà avere degli effetti positivi a lungo termine sul bambino stesso.

Ferri (1989) afferma a questo proposito che “a poco valgono le forme di terapia intensiva mirate a compensare esclusivamente le difficoltà cognitive, più producenti possono risultare forme di intervento che considerano l’individuo nella sua globalità e che cercano di migliorare l’ambiente in cui vive e il suo rapporto con i genitori”.

A partire da queste premesse il nostro obiettivo diventa dunque quello di fornire un sostegno psicologico ai genitori al fine di potenziare le loro funzioni educative. In termini più specifici tendiamo a raggiungere quanto segue:

  1. L’intervento si caratterizza innanzitutto nell’effettuare una diagnosi e una valutazione (che diventerà successivamente longitudinale) dello sviluppo del bambino/ragazzo nei diversi aspetti: motorio cognitivo, emotivo, affettivo, sociale, comunicativo, linguistico e motivazionale.

  2. In secondo luogo punteremo a valorizzare il più possibile ciò che i genitori sanno già fare (vale a dire le strategie messe in atto, le eventuali risorse eccezionali mobilitate) in quanto riconosciamo e rispettiamo le loro competenze educative.

  3. Per ciò si cercherà di sviluppare nei genitori atteggiamenti adeguati: il nostro compito non sarà quello di sostituirci ad essi, quanto di coinvolgerli in prima persona, aiutandoli a saper osservare e quindi a rispondere in modo adeguato agli effettivi bisogni del bambino/ragazzo.

  4. Cercheremo inoltre di fornire suggerimenti che permettano di coordinare le varie proposte di intervento a cui essi fanno fronte in modo di aiutare i genitori nella formulazione ed attuazione di un progetto educativo complessivo.

Infine riteniamo importante fornire ai genitori informazioni e conoscenze nonché di dotarli di strumenti di osservazione e di intervento.

Per cercare di rendere attuabile questo progetto si stabilirà una convenzione con l’Università di Padova ed in particolare modo con il Centro di Ateneo di Ricerca e di Intervento presso il quale avverranno gli incontri.