Preghiera per Emanuele

Emanuele ha 15 anni ed è uno dei nostri ragazzi più duramente colpiti dall Emiplegia Alternante, con molte complicazioni gravi.

Ho conosciuto lui e la sua meravigliosa famiglia all'inizio della mia ricerca di altri contatti, subito dopo aver avuto la diagnosi corretta per mio figlio. Allora non sapevo ancora granchè della malattia né avevo visto personalmente altri casi. Devo confessare che all'inizio l'incontro con Emanuele a casa sua mi ha terrorizzato e più di una volta, dopo l'incontro, mi sono domandata se non era meglio smettere di continuare a cercare informazioni e altre famiglie. Forse era meglio restare nell'ignoranza piuttosto che dover affrontare direttamente tutte le possibili conseguenze della malattia. Ma poi la conoscenza più approfondita dei meravigliosi genitori di Emanuele, Vittorino e Pia, e la loro amicizia mi hanno dato tantissima forza e mi hanno fatto capire che bisogna sempre continuare a lottare, senza mai arrendersi. La rassegnazione e la paura sono il danno peggiore che possiamo fare a noi stessi e ai nostri figli.

La scorsa primavera Emanuele è stato molto male e ad un certo punto sembrava davvero che il Signore volesse richiamarlo con sé. I medici non avevano lasciato speranza ai suoi genitori. Eppure anche in quei momenti terribili la famiglia di Emanuele ha saputo dare a tutti un grande esempio di coraggio, di speranza e di immenso amore.

Facciamo nostra la bellissima preghiera della mamma di Emanuele. Amiamo i nostri figli con tutte le nostre forze e non smettiamo mai di lottare per loro!

Rosaria Vavassori

 

Il Signore ci vuole bene e sa cosa è meglio per noi. Vedendo Emanuele soffrire, in particolare quella domenica (pensavamo che non ce l’avrebbe fatta) ho provato grande dolore, impotenza e anche un po’ di rabbia. Non capivo perché Emanuele, che ha avuto sempre tanti problemi, dovesse soffrire ancora così tanto.

Poi mi sono ricordata del volto di Gesù della Sacra Sindone: Cristo, l’innocente, è morto in croce per noi e poi è risorto. E allora mi sono detta: “Ma io credo davvero alla vita eterna e che il nostro destino è raggiungere il Padre?”

Grande allora è stato il bisogno di affidarlo a Cristo, a Maria e a San Riccardo con la nostra preghiera, la preghiera della fraternità e di tutta la comunità.

Non si poteva fare altro!

Io, Vittorino, Elisabetta, Elia e tutti i nostri parenti e amici ci siamo stretti in un abbraccio intorno a Emanuele. Ora Emanuele, contro le aspettative, sta meglio e speriamo sempre che ritorni ad essere quello di prima. Grazie Signore per tutto questo che per noi è un 'miracolo'. Grazie a tutta la comunità che ci ha sostenuto in ogni momento con la preghiera e grazie a tutti, familiari e amici, che ci hanno aiutato facendo i turni di notte e non lasciandoci mai soli in questo mese e mezzo di ricovero in ospedale. Tutto questo è l’anticipo della Pasqua che celebreremo tra pochi giorni.

Maria Pia, 12.04.01