Le Funzioni Esecutive

Marcia Perkins ha deciso di portare sua figlia di 13 anni dal neuropsichiatra infantile perché Jenny stava avendo notevoli difficoltà a prendere le decisioni “giuste” e non pensava alle conseguenze di tali decisioni. Il seguente articolo le è stato fornito dal neuropsichiatra e Marcia lo ha trovato molto rispondente alla sua situazione.

 

Le “funzioni esecutive” sono quelle abilità che permettono a un individuo di anticipare, progettare, stabilire obiettivi, attuare progetti finalizzati a uno scopo e monitorare/modificare il proprio comportamento per adeguarlo a nuove condizioni.

Un danno alle “funzioni esecutive” non influisce direttamente sulle specifiche funzioni cognitive. Ha un effetto, invece, sulla regolazione e sull’uso di tutte le aree della cognizione, comprese l’attenzione, la memoria, il problem solving, le abilità motorie, e l’esecuzione di compiti a più fasi che richiedono la progettazione, la suddivisione in sequenze e il monitoraggio.

Problemi con queste funzioni sono comuni in seguito a danni cerebrali e possono diventare particolarmente evidenti in situazioni nuove o insolite. Comunque, la natura e la gravità di questi problemi variano da persona a persona.

I deficit organizzativi associati al danno esecutivo possono avere effetti particolarmente profondi sull’abilità di uno studente a gestire in maniera indipendente il lavoro scolastico ed è spesso necessario un supporto ad un qualche livello perché lo studente possa sfruttare tutte le sue potenzialità.

In generale i deficit esecutivi possono essere suddivisi in diverse aree:

 

Area Cognitiva

Disattenzione, distraibilità

Assenza di un piano per risolvere i problemi

Difficoltà nei compiti a più fasi in sequenza

Problemi nell’anticipare cosa deve succedere

Difficoltà nel modificare e/o sostituire un metodo di risoluzione del problema quando quello adottato non è efficace

Difficoltà ad usare il feedback fornito dagli altri per modificare il comportamento

Memoria inefficiente (es. interferenza, difficoltà nell’organizzare le informazioni per un facile immagazzinamento e riutilizzo); mentre da una parte ci può essere la memorizzazione di un dato, dall’altra l’individuo con problemi esecutivi spesso si “dimentica di ricordare”

Danni ai procedimenti di organizzazione; difficoltà nei “compiti multipli”

Problem-solving faticoso o stentato, anche per quei problemi che sono al livello delle abilità del bambino; eseguire compiti cognitivi potrebbe essere come cercare di nuotare nel fango

Differenze di performance nel tempo e in base alla situazione – un giorno la persona può dimostrare di possedere un’abilità e il giorno dopo non esserne più in grado

 

Area Comportamentale

Problemi a controllare gli impulsi

Mancanza di iniziativa, entusiasmo e verve

Linguaggio tangenziale (fuori dall’argomento) oppure comportamenti perseveranti (es. ripetere le stesse cose in continuazione, rimanere ‘bloccati’)

Eccessiva loquacità o, per converso, mancanza di conversazione spontanea

Difficoltà sociali dovute a problemi a “leggere” gli indicatori sociali, problemi nell’interpretare situazioni sociali complesse e a imparare dal feedback sociale, modificando in maniera flessibile il comportamento per adeguarlo a nuovi requisiti di ordine sociale

Mancanza di inibizione sociale, oppure una tendenza a dire o a fare impulsivamente cose inappropriate (es. abbracciare un estraneo, fare una domanda imbarazzante)

 

Area Emotiva

Apatia

Gamma ristretta di affetti

Labilità emotiva (frequenti e rapidi cambiamenti di umore)

Inadeguata consapevolezza delle proprie difficoltà (negazione, disinteresse, scarsa conoscenza)

 

Mentre vi preghiamo di scusare eventuali errori, sarebbe interessante sapere se altri ravvisano questi stessi tratti nei propri figli.